Honoré de Balzac (1799-1850)

La commedia umana (1840)

Introduzione - "Modelli zoologici e classificazione della società umana"
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Nel 1842 Balzac pubblica una nuova, definitiva presentazione, quella appunto della Commedia umana, che disponeva le opere, di cui il grande affresco sociale era composto, secondo una gerarchia piramidale. Alla base, su un piano descrittivo, c'erano gli Studi di costume del XIX secolo, che l'Autore aveva arricchito con Scene della vita politica (Scènes de la vie politique), Scene della vita militare (Scènes de la vie militaire) e Scene della vita di campagna (Scènes de la vie de campagne). Proseguendo verso l'alto, si trovavano gli Studi filosofici (Etudes philosophiques), anch'essi notevolmente ampliati. Alla sommità, infine, dovevano figurare gli Studi analitici (Etudes analytiques), che Balzac non fece in tempo a scrivere e che avrebbero dovuto trarre la conclusione filosofico-politica di questa visione globale dell'uomo e della società. Non è tanto nella sua estensione (quasi cento titoli), né nella profondità e originalità della sua impostazione, che vanno cercate l'importanza e la grandezza della Commedia umana, quanto piuttosto nel vigore dei caratteri creati dallo scrittore, nella straordinaria forza dei suoi personaggi monomaniaci, caratterizzati sociologicamente. Nella introduzione Balzac dichiara la sua poetica, basata su una concezione “scientifica” della società che egli come romanziere intende rappresentare. Balzac era,come è noto, un lettore delle classificazioni naturalistiche e un cultore dei pensatori del secolo diciottesimo più interessati ad usare le scienze naturali per indagare quelle dello spirito. Infatti uno di questi autori, dal quale Balzac (come ancor prima aveva fatto W. Goethe) ha attinto l'idea della relazione tra mondo della natura e psicologia individuale e sociale, è Emanuel Swedenborg (1688-1782), pioniere delle neuroscienze, consigliere reale e membro della Dieta svedese, amico del grande naturalista Linneo. Nel Novecento il pensiero di Swedenborg, che aveva aperto la strada al collegamento tra scienze naturali e scienze dello spirito, verrà in qualche modo rivalutato, in particolare nell'ambito della psicologia del profondo, e arrierà così fino ad ispirare Young. L'opera di Balzac dunque dà inizio nel romanzo a quel filone culturale della modernità che si sviluppa nell'identificare collegamenti tra analisi tipologica dei vari individui nella società e descrizione scientifica, classificatoria, della natura, tra fenomeno fisico e comportamento psicologico umano.

[…] Entrato in questo sistema molto prima dei dibattitti che hanno avuto luogo, mi accorsi che, sotto questo aspetto, la società assomigliava alla natura. La società non produce forse dell'uomo, seguendo i luoghi in cui si sviluppa la sua azione, tanti uomini differenti quante sono le varietà in zoologia? Le differenze tra un soldato, un operaio, un amministratore, un avvocato, un ozioso, un dotto, un uomo di stato, un commerciante, un marinaio, un poeta, un povero, un prete, sono, per quanto più difficili da cogliere, tanto considerevoli quanto quelle che distinguono il lupo, il leone, l'asino, il corvo, il pescecane, il vitello marino, la pecora, ecc. Sono esistite, esisteranno in ogni epoca delle specie sociali come esistono le specie zoologiche. Se Buffon ha fatto un'opera magnifica scegliendo di rappresentare in un libro l'insieme della zoologia, non si dovrebbe fare un'opera del genere per la società? Ma la natura ha posto, per le varietà degli animali, dei limiti entro i quali la società non doveva attenersi. Quando Buffon dipingeva i leone, definiva la leonessa in qualche frase; mentre nella società la donna non si trova sempre ad essere la femmina del maschio. Ci possono essere due esseri completamente differenti in un menage. La donna di un mercante è talvolta degna di quella di un principe, e talvolta quella di un principe non vale quella di un artista. Lo stato sociale ha dei casi che la natura non si permette, perché è la natura più la società. La descrizione delle specie sociali sarebbero dunque almeno il doppio di quelle delle delle specie animali, a considerare solo i due sessi.

Comédie humaine (1840)

Avant propos - "Modèles zoologiques et classification de l'humaine société"
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[…]Pénétré de ce système bien avant les débats auxquels il a donné lieu, je vis que, sous ce rapport, la Société ressemblait à la Nature. La Société ne fait-elle pas de l'homme, suivant les milieux où son action se déploie, autant d'hommes différents qu'il y a de variétés en zoologie ? Les différences entre un soldat, un ouvrier, un administrateur, un avocat, un oisif, un savant, un homme d'état, un commerçant, un marin, un poète, un pauvre, un prêtre, sont, quoique plus difficiles à saisir, aussi considérables que celles qui distinguent le loup, le lion, l'âne, le corbeau, le requin, le veau marin, la brebis, etc. Il a donc existé, il existera donc de tout temps des Espèces Sociales comme il y a des Espèces Zoologiques. Si Buffon a fait un magnifique ouvrage en essayant de représenter dans un livre l'ensemble de la zoologie, n'y avait-il pas une oeuvre de ce genre à faire pour la Société? Mais la Nature a posé, pour les variétés animales, des bornes entre lesquelles la Société ne devait pas se tenir. Quand Buffon peignait le lion, il achevait la lionne en quelques phrases; tandis que dans la Société la femme ne se trouve pas toujours être la femelle du mâle. Il peut y avoir deux êtres parfaitement dissemblables dans un ménage. La femme d'un marchand est quelquefois digne d'être celle d'un prince, et souvent celle d'un prince ne vaut pas celle d'un artiste. L'Etat Social a des hasards que ne se permet pas la Nature, car il est la Nature plus la Société. La description des Espèces Sociales était donc au moins double de celle des Espèces Animales, à ne considérer que les deux sexes.

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